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Domenica 28 Marzo 2010 18:38

Qui finisce la nostra breve ricostru­zione storica della Mendola, residenza imperiale. Potremmo continuare con al­tre testimonianze, ma nulla aggiunge­remmo al quadro delineato con le poche, ma significative pennellate già tracciate.

Ai due primi grandi alberghi altri se ne aggiunsero negli anni seguenti (l’Ho­tel Colf, il Kaltererhof,il Toval, ecc.) e numerose ville private, ma l'apice della fama internazionale della località era già stato raggiunto e il declino è stato rapido come rapida era stata l'ascesa.

I tempi cambiano ed il progresso avanza inesorabile; quelli che solo pochi anni prima erano stati mezzi di comuni­cazione all'avanguardia, presto sono di­ventati pezzi da museo.

L'accesso alla Mendola è divenuto disagevole, in rapporto ai mezzi di tra­sporto sempre più veloci e più comodi che si andavano affermando.

La funicolare Caldaro‑Mendola ha tenacemente resistito all'usura del tempo ed ancora può svolgere una funzione im­portantissima nell'economia della zona, la ferrovia Dermulo‑Fondo‑Mendola in­vece ha avuto una vita molto più breve, di poco superiore ai 30 anni; nel 1936 in­fatti è stata abbandonata, per essere so­stituita da servizi di linea su strada.

La Mendola è tornata ad essere una località isolata, tagliata fuori dal grande flusso del turismo internazionale.

Poi è arrivata l'Università Cattolica del Sacro Cuore che ha acquistato tre de­gli alberghi più grandi (il Mendola, il Golf e il Toval) ed ha assunto in gestione anche il Penegal; una tale concentrazione di complessi alberghieri in un'unica ma­no ha fatto sperare in un improvviso ri­lancio della località. Ma gli scopi dell'Università non sono turistici, bensì scientifici e sotto questo profilo il rilan­cio c'è stato, eccome!

Sotto l’egida della "Cattolica" di Milano si sono tenuti sulla Mendola con­vegni di assoluto valore mondiale; eccel­se personalità sono convenute sul Passo, per mettere a confronto i risultati dei lori studi.

Ma il mondo della scienza è chiuso in sé stesso e poco o nulla se ne conosce all’esterno; così anche di questo rifiorire della Mendola poco si è saputo al di fuori dell'ambiente scientifico e comunque l'Alta Val di Non non ha potuto o saputo trarne apprezzabili vantaggi.

 

[ da "La Mendola, residenza imperiale", terzo fascicolo della pubblicazione “Immagini di Cavareno e dintorni", edito nel 1986 a cura della Cassa Rurale di Cavareno, per gentile concessione dell'editore ]

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Marzo 2010 20:32