Le origini PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Marzo 2010 17:47

Eppure fino a pochi anni addietro la Mendola era un'oscura località di confi­ne fra due regioni dell'immenso impero austro‑ungarico, pressoché sconosciuta e difficilmente raggiungibile; collegata con una strada appena carrozzabile, poco più di un sentiero, alla Val di Non da una parte e alla piana di Caldaro dall'altra, era costituita da un maso, adibito anche ad osteria, con la stalla per il cambio dei cavalli e alcuni letti per consentire ai pas­seggeri di passarvi la notte.

 

Non è difficile intuire che gli ospiti erano tutti  gente del posto, che si recava sull'altro versante per motivi di commer­cio o di affari, il sentiero della Mendola infatti accorciava di molto il tragitto per recarsi dall'Alta Val di Non a Bolzano e viceversa.

 

Il maso‑osteria della Mendola era in origine proprietà dei Conti Thun, che per secoli hanno esercitato il potere feudale su grande parte della Val di Non; ne fa fede un interessantissimo documento da­tato 14 luglio 1814, con il quale i Conti Thun affittarono il maso e l'osteria al cu­rato di Ruffré don Antonio Cabardi. Il documento è tanto preciso nelle clausole e nelle condizioni d'affitto, che riteniamo opportuno trascriverlo integralmente, co­me preziosa testimonianza degli usi e co­stumi dei nostri padri.

 

Il giorno di giovedì li quattordici 14 dei me­se di luglio anno milla ot­tocento e quattordici 1814 ‑ in Castel Brughier Comune di Coredo e Cantone di Denno.

1. In seguito dell'ordine avuto dalli Fratelli Conti de Thun di castel Bru­ghier di concedere in lo­cazione temporale per anni ‑ 9 ‑ il loro maso ed osteria alla Mendola al qui presente signore don Antonio Gabardi Cu­rato di Ruffré colla facol­tà di poter costituire uno dei suoi fratelli e nissun altra persona senza espresso permesso del­la parte locatrice e ciò fu concertato per l'an­nuo affitto di fiorini cen­to e quaranta otto F. 148 ‑ pagabili in due rate cioè la prima li ventino­ve ‑ 29 settembre dei corrente anno con F. 78 ‑ e la seconda l'anno venturo 1815 a Sant Giovanni gli 24 dei mese di giugno con F. 70 ‑. Ol­tre dell'annuo affitto già sopra descritto il su­mentovato Sign. Curato si obliga nel termine di due anni di far fabricare quattro camere nella ca­sa della Mendola ove gli verrà indicato e ciò si in­tende dove la situazione sarà più approposita e a minor spesa, queste ca­mere saranno fabricate a tutto carico della parte conduttrice, solamente la parte locatrice per la fabrica delle predette quattro camere, permet­terà e concederà licen­za di prendere il neces­sario legname nella sua montagna e sommini­strerà tutta la calcina occorrente per tale fa­brica e tutte le rimanenti spese di qualunque sorte sarà tenuto a soste­nerle il Sig. Curato ...... così convenuto anche questa fabrica .... d'affitto anticipato le riferite quattro camere dovrà farle stabilire e con buo­ni usci a seratura e fine stre a lastre ... da potersi abitare nel termine prescritto e la parte con­duttrice non potrà pre­tendere in alcun tempo risarcimento alcuno per­chè così fu stabilito, il Sign. Conduttore si rac­comanda alla benignità delli prelodati Signori Conti Locatori, dopo che saranno fabricate le ca­mere che li venghi prov­veduto un fornello.


2. Questa locazione avrà il suo principio a Sant Giorgio ultimo scorso, avendo in que­sto anno la parte con­duttrice la raccolta del fieno e rispetto a quella dei campi l'anno ventu­ro 1815 ‑ anzi ancora in quest'anno può semina­re delle rape e poi dopo la raccoita delli foraggi fatta dal vecchio con­duttore seminerà la se­gala per l'anno venturo. Al possesso dell’osteria anderà al prossimo San­to Michele e per ora de­ve abitare la stuffa e cuccina ed aderenti ca­mere vecchie.


3. Gli effetti componenti questo maso sono tutti li prati e campi situati a mano destra della stra­da che da Ruffré porta a Bolzano come anche gli due prati al Colaré sulla montagna di Cavareno, potrà pure percepire la parte conduttrice le ce­ste dei fovi dalla Comu­ne di Cavareno, ma sen­za garantirlo. Tutta la montagna compresi an­che i prati esistenti in questa é riservata per i signori Locatori sola­mente a piedi della su­detta verrà disegnato un pezzo di pascolo a piaci­mento delli signori Loca­tori affinché il Sig. con­duttore possa far pasco­lare dalli otto alli dieci capi di bestie bovine. Le dase di larice dovrà far­le fare con regola e la­sciarci le dovute corone brocone e legna secca, ed altre dase per uso dei maso ed osteria ne po­trà fare a piacimento; ma non sarà permesso di tagliare nissuna pian­ta verde, se poi coi an­dar dei tempo venisse a mancare la legna secca si dovrà rifirmare per avere riiscritto il luogo, qualità e quantità che potrà tagliare per il biso­gno dei sudetto maso ed osteria. Per manteni­mento delle sieppi ne­cessarie, dopo aver do­perate le piante sradica­te e scavizze dall'intem­peria dei tempi, potrà servirsi a meno danno di piante verdi. La spesa dei canoni per condur l'acqua al maso sarà a tutto carico dei sig. con­duttore avendo la libertà di servirsi dei necessari pianti della montagna ad uso dei canoni, come pure il coperto del fieni­le sarà mantenuto in buon ordine dalla parte conduttrice e gli rima­nenti coperti sono da mantenersi a spese del­la parte locatrice.


4. Il prato dirimpetto alla casa della Mendola a parte sinistra della stra­da che porta verso Bol­zano é pure stato concesso al sig. conduttore coll'obbligo im­postogli che ogni qual volta che si porterà alla Mendola o che passerà persona di questo Ca­stello con cavalli, debba sommi­nistrare il fieno gratis e la biada sarà pagata.

Non sarà permesso alla parte conduttrice vendere né fieno, né paglia, né lettame ma il tutto de­ve essere consumato dal maso. li vecchio conduttore Zadra alla sua partenza deve lasciare tre­cento benne di lettame inventa­riato, e poi tutto quello che ci fos­se di più; lo stesso dovrà fare il sig. conduttore restituire le trecento benne di lettame e poi lasciare tutto quello che vi fosse di più senza nissun risarcimento. La parte conduttrice avendo ora ricevuti li prati con buone sieppi fatte in quest'anno, e i prati cura­ti; perciò alla sua partenza dovrà lasciare tutto in questo stato.


5. Questa locazione s'intende fat­ta a tutto rischio e pericolo della parte conduttrice, che per qualun­que disgrazia non potrà mai pretendere nissun rilascio, neppur per casi estraordinari. Il sig. con­duttore sarà tenuto di migliorare e non peggiorare la casa e effetti compresi in questa locazione. Mancando la parte conduttrice ai patti, e punti convenuti in questa locazione, e specialmente al pun­tuale pagamento, la presente lo­cazione sarà sciolta e rotta a pia­cimento della parte locatrice, so­lamente si raccomanda il sig. conduttore, che se le quattro camere convenute non fossero ter­minate con tutta l'esatezza nel termine dei due anni e che rima­nesse solamente piccioi parte a compimento della fabrica, che su di ciò la parte locatrice non an­dasse con rigore. Succedendo poi la partenza dei sig. Curato dal­la casa di Ruffré la parte locatrice puotrà per questo mottivo rompe­re a piacimento in qualunque tem­po questa locazione.

La parte conduttrice si obbliga di mantenere l'osteria in mediocre credito almeno affinché il passe­giero non abbia a lagnarsi.


6. Tutte le imposte di qualunque sorta sono a carico della parte lo­catrice, e tutti gli rimanenti ag­gravi sono da supplirsi dalla par­te conduttrice. Se abbisognasse alla parte locatrice un volto per suo uso la parte conduttrice lo dovrà concedere. Chiedendo gli signori Conti locatori a che tempo a loro piacerà ... un sigurtà capace di sostenere i riferiti pún­ti in questa locazione convenuti il signor conduttore dovrà presen­tarla otto giorni dopo la richiesta, e la sigurtà in forma legale dovrà assumersi tutto il peso di questa locazione. Il registro di questa lo­cazione sarà a tutto carico del sig. conduttore.


Tutto ciò seguì alla presen­za delli sottoscritti testimoni Gia­como del .... Benedetto Dal Ri della frazione di Nano Comune di Tassullo e di Silvestro del ........ Giovanni Conci di Taio.

Nicolò Sparapani d'ordine stipu­lò la presente locazione scritta in doppio originale cioè questo scritto di mio carattere é stato consegnato al sig. conduttore, e l'altra copia rimasta al Castello.

Don Antonio Gabardi curato di Ruffré aceto questa locazione scritta in duplo cioé la presente di carattere dei sig. agente Spa­rapani e la consimile consegnata al Castello di mio carattere.

Giacomo Dalrì testimoni

Silvestro Conci testimoni

 

[ da "La Mendola, residenza imperiale", terzo fascicolo della pubblicazione “Immagini di Cavareno e dintorni", edito nel 1986 a cura della Cassa Rurale di Cavareno, per gentile concessione dell'editore ]

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Marzo 2010 20:05